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November 24 Con un ago nel braccioAlice da piccola aveva una smisurata paura, paura che sfiorava il terrore, di quegli aghi che si infilavano nel braccio per le flebo. Sperava di non vivere mai un momento con un ago nel braccio. Oggi Alice mi ha raccontato della sua giornata, della sala d’attesa con i divani verdi, con le lampade stile liberty, con i separè decorati con il dècoupage, del libro che ha portato dietro da leggere, non per distrarsi, o forse proprio per distrarsi, invece di guardare le goccioline che scendono giù da quella bottiglietta di vetro verdino. Alice oggi mi ha detto che la sua paura per gli aghi nel braccio non è svanita del tutto, ma si fa coraggio, cerca di non pensarci, cerca di concentrare il pensiero ad altro di positivo, magari al prossimo fine settimana che “ha come previsione la neve”, ma le servirà per riposare… … in Armonia November 21 TempiSognavo.
La pazienza di Penelope
Itaca: isola speciale a cui ritornare dopo un lungo viaggio, dopo molteplici avventure per terre sconfinate, ma con un pensiero fisso, un pensiero di una donna dai lunghi capelli, di una donna paziente e generosa che ti aspetta contro ogni aspettativa, che ti aspetta contro ogni avversità. Penelope sa che tu ritornerai da lei, il vostro legame è più forte del canto delle sirene, dei ciclòpi, della magia di Circe, del Cavallo di Legno, delle tempeste nei mari, dell'ira degli Dèi.
Tu e Lei siete stati e sarete una cosa sola, per sempre, come il Fato ha designato per voi. la fedele e devota moglie, tesse la sua tela con mani sapienti, una tela precisa che compone e disfa aspettandoti, con la pazienza innata che la contraddistingue. No ha importanza se sei o sei stato un eroe se sei Nessuno...
Lei ti è fedele, come Argo, lei vive per te, sogna di te e tu la ritroverai, seppur dopo venti anni, con la pelle sempre morbida, con gli stessi occhi, con la stessa passione con cui l'hai salutata...
... per sempre... ... in Armonia November 14 MerveilleuseCos’è questa musica? Cosa è questo suono? E’, forse, un violino? Mentre guido la macchina?
E’ un suono che sembra lontano, sembra portato dal vento, riempie la vettura come un’onda, e Alice non comprende da dove provenga. E’, comunque, un suono che lei conosce. Sono delle note familiari, molto familiari. Adesso Alice si lascia trasportare dai ricordi…
Quel ricordo ha gli occhi verdi, un viso dal colorito chiarissimo, lungo e smunto, una bocca rosso fuoco ben delineata, capelli neri corti “a spazzola”, un corpo esile con delle gambe sottili. Lo sguardo è altrove. Lo sguardo è oltre quella scalinata in cima a cui quella figura sta ferma a deliziare i passanti dal suono melodioso del violino. Quel suono angelico! Alice ha sempre pensato che è difficilissimo suonare il violino ed è facilissimo dare delle “steccate” con quello strumento! Ma quella figura con lo strumento in una mano e con l’archetto nell’altra ha una posizione quasi “innaturale” nel carezzare il violino. Ed altrettanto innaturale è la melodia che ne produce. Dove innaturale è la delizia per le orecchie. Dove innaturale è un suono di una melodia semplicemente “Merveilleuse”… Quel suono sembra plasmare l’aria con le note che si espandono per tutta la piazza.
È assurdo, ma Alice, ogni volta che passava per quella piazza e si “affacciava in cima ai gradini della fontana Maggiore”, pensava che quella figura stesse suonando per lei, perché quelle canzoni erano sue, sue da sempre… Quelle note le svegliavano nell’anima i sogni della sua vita…
Alice si fermava estasiata nel tempo della sua vita ad ascoltare le note e guardava il cappello che si riempiva di povere monete lentamente, come degli invisibili fiocchi di neve che cadevano da un immaginario cielo estivo…
Anche Alice provvedeva a donare il suo, sempre misero, contributo per il talento di un artista che avrebbe potuto suonare tranquillamente all’Operà di Parigi…
In comune Alice e la figura, forse, hanno la fame e non la fama!
Un giorno Alice decise di chiedere a quella figura dagli occhi verdi, dal viso chiarissimo, lungo e smunto, dalla bocca rosso fuoco ben delineata, dai capelli neri corti “a spazzola”, dal corpo esile con delle gambe sottili e dallo sguardo altrove, il perché di quella vita.
La risposta fu: “C’est la vie: la Vie est merveilleuse!” Questa frase fu accompagnata da un ricco inchino… Cosa ne fu della figura dagli occhi verdi, dal viso chiarissimo, lungo e smunto, dalla bocca rosso fuoco ben delineata, dai capelli neri corti “a spazzola”, dal corpo esile con delle gambe sottili e dallo sguardo altrove? Alice se lo chiese spesso.
Ora, forse, quella figura sta suonando ancora e le sue note riescono a raggiungerla persino mentre guida la macchina…
… in Armonia
November 11 “Le imprese che compiamo in vita... risuonano nell'eternità!"
“L'amore ama le coincidenze!”.
Si ripeteva nella mente e nel cuore, fino a far arrivare all’anima più profonda questo adagio che aveva sentito ieri sera sussurrare in un film. Quella era solo una perfetta coincidenza. Era quella occasione che si sentiva sempre ripetere, si sentiva ripetere la medesima frase:
“Se capiterà l’occasione!”
Solo che l’occasione non capita e non capiterà. E non dire ad Alice che è pessimista: Alice è solo realista e cerca di non soffrire liberando i suoi pensieri solo nel sogno. Ora, si ripeteva...
“Sto sognando!”…
era un sogno... poteva solo essere sussurrato, perchè qualunque cosa più forte di un sussurro l'avrebbe fatto svanire.
Nel suo realismo, Alice vedeva verdi praterie e sole in faccia la mattina presto. Non si preoccupava del sole in faccia. Temeva, solo, di essere sola. Perché sapeva che la solitudine la avrebbe portata a vedere i campi Elisi.
Intanto continua a contare le Primavere, sempre ed ogni anno che scorre… Intanto Alice compie imprese, piccole, piccolissime imprese. Insignificanti imprese!
“Le imprese che compiamo in vita, risuonano nell'eternità!”
November 10 Mela rossaQuella mela rossa fuoco appoggiata sul cesto della frutta, particolarmente invitante, particolarmente profumata, particolarmente splendida e speciale… Sembra quasi finta, quasi “creata” in laboratorio…
… non si ha il coraggio di addentarla, tanto è perfetta, tanto è bella…
Ma come avrà fatto Eva ad offrire ad Adamo proprio quella mela?
Sara’ stata, sicuramente la forza del suo amore, il desiderio di vivere per sempre felici in un paradiso, migliore del paradiso in cui si trovavano? Quel morso, quell’addentare con bianchi e affilati denti, ha lasciato in bocca il sapore gustoso del peccato e della trasgressione oltre ogni limite, oltre ogni pensiero…
"Ti sei mai chiesto che sapore ha la trasgressione? E che colore ha? E che odore ha?"
Ritornare in quell’angolo di paradiso… Il paradiso… Che parola astratta… Il paradiso nel cuore e nell’anima. Ma anche la candida Biancaneve non ha saputo resistere al profumo invitante di una mela rossa.
Biancaneve come Adamo: il sapore della trasgressione per entrambi… La salvezza per lei, a cavallo di un destriero bianco con il suo principe azzurro...
il sudore della fronte per lui, con “affrontare l’arte di arrangiarsi” ad ogni attimo di vita… … per tutti i suoi discendenti…
Mela rossa e profumata, dolce sapore granuloso, gustosa e succosa, celestiale ricordo di un sogno di bambina… … In Armonia
November 09 Lei... Lui...
Con i suoi occhi di sabbia, Lei si sveglia in un letto dalle lenzuola stropicciate, dopo una notte insonne ad inseguire utopie. Lei è una donna, ma prima di essere donna, è una femmina con il suo odore e con il bisogno di odorare, per lasciarsi penetrare dentro le narici quell’essenza di ricordi sopiti.
Lei Lei si aggira come un fantasma che si attacca alle pareti di specchi apparendo un’ombra, nel buio delle notti e dei ricordi. Ricordi annebbiati, ricordi confusi, ricordi di parole dimenticate.
Lei non è bella, la sua bellezza deriva dal fascino della mente, quel fascino che la porta alla deriva. Lei ha emozioni, sensazioni, paure, gioie, felicità… Anche Lei ha bisogno di un abbraccio o di una carezza, non di prassi, meccanica… I suoi bisogni sono uguali e non diversi da Lui. Lei guarda allo specchio due occhi di sabbia increduli, sente il rumore della pioggia sui vetri, apre quella finestra e sporge fuori il suo volto per lasciarlo bagnare da quell’acqua sporca che si mischia al salato delle lacrime, per non vedere un volto rigato, ma sorridente.
Sì, Lei sorride e piange, piange e sorride, in un carosello della vita dove rassegnarsi è l’unica speranza, dove l’attesa è sorella del suo trascinarsi per le vie di un luogo sconosciuto.
E' felice Lei? La sua felicità dipende da piccoli gesti, da piccole illusioni, da piccole promesse. E’ felice Lei? Gli altri la vedono felice, ma nel suo cuore lo sa solo Lei. … in Armonia November 08 L'inquilino nel cuore
Chi non ha mai avuto un “inquilino nel cuore?”
E adesso mi domando chi e’ un inquilino nel cuore… E’, forse, un affittuario da cui si riscuote la pigione che appaga momentaneamente a quel grigiore economico? Se questo inquilino nel cuore lo si considera solo un affittuario, si aspetta, forse, il momento opportuno per dargli lo “SFRATTO?”… Certo, tanto prima o poi il cuore serve per viverci e per vivere… … a cosa serve far stazionare quell’inquilino dentro quel cuore caldo ed accogliente, morbido ed invitante?
… SFRATTARE UN INQUILINO…
Ma era in affitto con “l’EQUO CANONE?”.
Mammamia che brutto considerare un amore
“il mio inquilino nel cuore!”
Sai a cosa pensa Alice? “Quell’inquilino dentro quella casa aveva riposto molto di sé. Aveva vissuto per diverso tempo, messo le tende alle finestre, colorate del suo colore preferito. Aveva, anche, dipinto le pareti delle stanze di azzurro: il colore del cielo e del mare… amava il mare ed il cielo! Aveva sistemato il tubo del bagno che si era rotto e quel bagno aveva ^^preso l’odore del suo bagno-schiuma^^. Aveva riposto dentro i cassetti tutti i suoi sogni, molti sogni e la notte li lasciava liberi di ^^volare nell’aria sereni e gioiosi^^. Aveva riempito il frigo di tante cose buone ed amava cucinare in quella cucina con una passione sorprendente… “ Ed ora deve “sloggiare”… Quell’inquilino prepara tutti i suoi bagagli… … lo sapeva fin dall’inizio che quel cuore non lo avrebbe ospitato a lungo… Quell’inquilino è contento così. Ha avuto il suo tetto, il suo specchio, il suo profumo… … gli rimangono molti ricordi ricordi ricordi ricordi ricordi ricordi ricordi
… in Armonia Ali di alianteAli di aliante per volare alto e sempre di più.
Volare oltre l'orizzonte...
![]() "Ma cosa è importante nella vita?
Quelle piccole quotidianità, quel rito di guardarsi nello specchio e scoprirsi sempre uguale, nonostante tutto, nonostante quei pensieri che frullano nella mente".
![]() Quotidianità
di uomini e donne
aggrappati ad una speranza
di mantenere quella sedia su cui potersi sedere ogni mattina,
tra cumuli di carte e telefoni che squillano.
"Fiducia per il domani...
<<quanta è bella giovinezza che ti sfugge
tuttavia
chi vuol lieto sia
del domani non c'è certezza>>
ricordi..."
Certezze.
Oggi è tutto incerto,
ogni attimo,
ma ogni attimo di eterno
deve essere curato
ed assaporato, vissuto,
curato ed apprezzato.
Affinchè possa ritornare.
"Vorrei dare 100 colpi di spazzola ai miei pensieri
per renderli più soffici,
per lasciarli librarsi in aria
su ali di aliante"
Un parcheggio sull'acqua
per quell'aliante
che ha portato la vita oltre il sogno.
Un arcobaleno
di colori
per allontanare la tempesta...
... in Armonia
November 07 "Imputato: alzatevi"
‘’Non ti lasciai un motivo, né una colpa, dolente mi levai: "Imputato alzatevi"...’’
“Non l’ho detto per non ferirti, non l’ho detto per non offenderti, non l’ho detto per… ‘’ Alice sta attraversando un momento tutto suo. Sta attraversando un momento come quelli in cui si attraversa la strada trafficata; · si cercano le strisce pedonali, ma non ci sono; · si cerca un semaforo, ma non si vede; · si cerca un momento opportuno per “farsi un varco” attraverso quelle macchine che sfrecciano rumorose, strombazzanti, velocissime e imperterrite, enormi nella immensità dell’asfalto. Oddio Alice! Non ti rovinare contro l’asfalto! Non lo fare, ti prego!
‘’Chi ci sarà dopo di te,
Alice preferisce che le si dica: “Non l’ho detto e basta!”. Preferisce che le si dica la verità in faccia, anche se dolorosa, anziché una stupida bugia.
‘’… avremmo vinto mai,
Anche Alice, a volte dice le sue bugie. Ma chi non ha mai detto una bugia? Chi non ha mai detto una bugia “scagli la prima pietra!”. E pietra sarà perché Alice non ha mai detto una parolaccia e si vergogna tantissimo ora che quella parolaccia è stata scritta e detta. Mammamia!
‘’Ti presento, un vecchio amico mio...
io m'innamorerò... di te... io m'innamorerò... di te... io m'innamorerò... di te.... io m'innamorerò... di te... io m'innamorerò... di te... io m'innamorerò... di te... io m'innamorerò... di te...
... Alice attraversa ora la strada
‘’… solo che andavamo via di schiena incontro a chi...
non ha quella paura negli occhi che quasi la terrorizzava a tenerli aperti. Non ha paura, ora, della solitudine.
Solitudine: nome astratto, singolare, femminile.
… Alice attraversa il suo momento…
… in Armonia
Fenicotteri... Grazie Vento...
Alice è sempre stata affascinata dai fenicotteri, quegli uccelli semiacquatici, dalle lunghe gambe sottili e dal becco "ricurvo".
Una volta Alice ha assistito ad una danza collettiva, in cui questi uccelli donavano la loro arte ai suoi occhi, danzavano nella felicità del rito di corteggiamento, nella gioia di cercarsi e donarsi, nella spensieratezza di potersi librare in volo. Quello è stato per Alice uno spettacolo di uno splendore unico ed irripetibile, non si vergogna di raccontare che ha pianto per la gioia di quel dono.
Alice sogna di vivere insieme con loro, in quell'acqua cristallina e splendente, sogna di abbracciare quei parenti delle cicogne la cui femmina depone un solo uovo, come la femmina dell'uomo.
Alice è affascinata dalla loro vita. Alice è affascinata dall'amorevole cura con cui mamma e papà fenicottero imboccano il loro piccolo. Alice è affascinata dai colori di un rosa irripetibile da nessun pittore o artista. Quel rosa è un dono della natura, quel rosa è stato realizzato proprio per loro. Alice vorrebbe guardare fissa negli occhi un fenicottero per ascoltare con l'Anima le mille e mille avventure di voli leggiadri e non pindarici... ... in Armonia November 06 Osare
In questo tempo di un autunno molto invernale la scelta è quella di tornare a vivere. Ripenso al calore dei raggi del sole che, nonostante tutto mi hanno sempre sconvolto… Oggi il mio verbo è osare. Oso essere me stessa. Osare = verbo osare, prima coniugazione, modo infinito presente. Oso = verbo osare, prima coniugazione, modo indicativo, tempo presente, prima persona singolare.
Oso essere me stessa al presente! … in Armonia
... e mi guardo allo specchio e non ho paura di riconoscermi!
November 05 Ieri e oggi
Mi piace quando ti svegli al mattino ed allunghi la tua mano verso di me. E’ un momento emozionate e non sai quanto… … mi sembri un bambino che cerca il calore di un corpo. Ti basta solo trovare la mia mano e le nostre dita si intrecciano unendosi quasi come se appartenessero allo stesso corpo. Mi rende felice quel momento, quel momento in cui le nostre dita sono così intrecciate. Lo sai, mi basta questo. Solo questo. E starei ore ed ore a baciare quelle dita bellissime. Sai in quale altro momento mi piaci?
Quando Mi aggiusti gli occhiali sopra il naso. Non sopporto quando gli occhiali mi scivolano e non trovo mai il tempo per andare dall’ottico a stringerli. Quel tuo gesto affettuosissimo di sistemarmi gli occhiali con un dito è un gesto che trovo più sensuale di qualsiasi altro perché in quel momento siamo Tu ed Io…
… Tu che sai di cosa ho bisogno Io… … ti amo… … Sempre… … da sempre… … in Armonia
""************************************************""
… ed ora sai a cosa pensa Alice? Pensa che cadrà dalla Torre come un macigno pesante, come una zavorra di cui sbarazzarsene, come uno di quei vestiti usati, logori, spenti, come un fiore appassito… … A questo lei non ci aveva pensato sul serio fino a questo momento. Adesso ci pensa e sente quella solitudine che la invade. Alice non cerca compassione, nemmeno pietà, nemmeno nulla nulla nulla nulla nulla nulla nulla
Solo ora si rende conto di non contare. Alice non ha mai avuto un buon rapporto con i numeri e spesso si rende conto di non saper contare. Forse è per questo che lei non conta.
…
Ma Alice ama e l’amore è quel “gancio in mezzo al Cielo” che la aiuta a volare, pur non possedendo le ali… … … volare… … in Armonia. Nomi astratti"felicità" =
nome astratto,
singolare,
femminile.
"amore" =
nome astratto,
singolare,
maschile.
"Si incontreranno mai nella vita due opposti così simili?"
![]() ... in Armonia?
November 04 Se anche tu vedi la stessa luna, non siamo poi così lontani...
"Eternamente ogni giorno si muore per vivere e non sopravvivere, si muore per gli altri, si muore perchè gli altri risucchiano un po' di noi in quel viale colorato di foglie per terra"
Nel cielo la luna è già comparsa, è una falce di luna… con quella stella vicina che stella non è… è Venere e lei lo sa. Sa di Venere e della prima stella della sera. Si ripete, sempre, che:
“Se anche tu vedi la stessa luna, non siamo poi così lontani!”.
Ma lontani lo siamo, avvolti in Storie senza tempo. Storie che nascono, crescono, si sviluppano e terminano… storie che lasciano quelle ferite aperte mai cicatrizzate, nel sale eterno di una scelta per vivere e per non sopravvivere... Alice desidera che la storia non finisca, la storia non deve mai finire… dove mai è una parola troppo grossa… dove mai è quell’avverbio del tempo di quando si guarda allo specchio.
Lo specchio è il suo unico vero amico al quale confida i suoi veri occhi, il suo vero sguardo ancora ragazzino… Alice sa che non sgorgheranno più lacrime per rigare un volto solcato da finti sorrisi con denti bianchi e splendenti, senza luce vera, senza luce reale. Niente lacrime, mai più lacrime
in attesa della notte che lascerà loro splendidi ricordi di attimi eterni...
Esite un antidoto?
Ingoiare una lacrima salata e sentirla dolce... ... forse questo è l'antidoto contro la sofferenza: mutare il salato in dolce, l'amaro in mieloso, il duro con il tenero, il freddo con il caldo... ... e così via, fino ad un crescendo di sensazioni nuove e contrastanti che portano solo serenità...
Potranno tornare a sorridere quegli occhi ragazzini che per molto tempo sono rimasti in una penombra non voluta. Sì. Potranno tornare a sorridere... ... in ArmoniaNovember 02 ... la solita scocciatrice...
Il tempo di Alice è scandito da alti e bassi… … di quel tempo basso in cui lo sente che le si avvicina: lei rimane ferma ed immobile nel letto, fingendo di dormire, spera che quel suo fingere un sonno profondo lo allontani da quel proposito di saltarle addosso. Oddio! Sente quell’odore nauseante che proviene dal suo alito e dal suo sudore: quell’uomo suda anche quando è freddo! Non sopporta quell’odore. Un volta, tanto tempo fa, non sapeva che non l’avrebbe sopportato.
Questa volta non ce l’ha fatta! Lo sente grugnire e mugolare, lo sente fremere… … Oddio! Povera Alice saltata dalla padella nella brace!
Oggi Alice ha letto di una sentenza americana che crocifigge una donna violentata e violata solo perché nel momento in cui quell’uomo che le è saltato addosso ed ha urlato per l’orgasmo arrivato fino alla gola per il piacere di aver violato un altro essere, secondo il giudizio – insindacabile – di un giudice uomo… quella donna ha provato piacere ed ha goduto. Una donna non gode perchè è stata violentata. Una donna non gode della violenza. Una donna non gode perché un uomo ha gli ormoni in subbuglio e deve sporcarla con il suo seme… Una donna trattiene le lacrime salate dentro. Una donna prova solo un dolore unico ed indescrivibile. Una donna desidera un po’ di coccole. Una donna desidera essere desiderata. Una donna desidera essere amata…
amata amata amata amata amata amata amata amata amata amata
Alice, quella che sognava di principi e di castelli incantati, quella che sognava un amore per sempre e che non era mai stata baciata, subisce quello che non è capace mai di raccontarti. E rimane, spesso, in silenzio. Lasciando quel silenzio tra di voi… e tu pensi che lei sia “la solita scocciatrice” che attenta alla tua felicità.
Sai quanto fanno male le violenze sia fisiche che morali? A volte fa più dolore lo stupro emotivo. Anzi, è molto più doloroso lo stupro emotivo. Credimi.
Adesso tu dirai che lei può liberarsene, che deve liberarsene, che la sua libertà dipende da lei e che tu non ci puoi fare nulla.
Sì. Alice vorrebbe fuggire lontano. Vorrebbe salire in cima alla Torre Eiffel, ricevere un abbraccio, mangiare un uovo “à la coque”, sorridere, vorrebbe un po’ di amore… Vorrebbe vivere una giornata di sole. Vorrebbe ma non può.
Adesso Alice, dopo l’ennesima violenza, sente intorno a sé molta apatia.
Apatia da parte di chi ogni giorno incontra per le scale, per la strada, al lavoro… Apatia da parte di chi le sorride ogni giorno… … ed ogni giorno si sente privata del diritto dell’esistenza stessa…
“La violenza sulla donna non ha tempo né confini: è endemica e non risparmia nessuno, è uno scandalo per i diritti umani.”
October 31 Quadrilateri ed angoli Alzarsi la mattina Dentro un quadrato di stelle, quelle alte, luminose e belle che stanno ai quattro angoli del cuore… Accorgersi dei quadrilateri intorno Che riempiono la vita di ombre, di luci, di suoni, di odori, di voci. Un rettangolo… E sei tu in piedi: la base e l’altezza, riconosci il suo perimetro, cerchi un’area nascosta per poterla colmare di piccoli rombi colorati, quasi come un vestito meneghino, rubato ad un ignaro e generoso arlecchino, suo amico. Sbalzi fuori da quel quadrato di mura bianche, ti ritrovi dentro un trapezio che muta la sua forma in scaleno o isoscele, modificato da quel semplice equilibrio sopra un filo d’acciaio… I salti mortali o vitali Non sei tu a sceglierli, ma sono loro che scelgono te…
… Cammini, ti muovi, parli, gesticoli… Osservi. Sposti i lati del quadrato e disegni un rombo Con le sue diagonali che si intersecano in un punto fermo, in quel punto fermo che è la tua vita, quella vita che non sarà mai un cerchio o un ovale perché agli angoli tu hai sempre creduto… quegli angoli che ti accolgono, ma che ti respingono, quegli angoli in cui ti rifugi e trovi conforto, quei quattro angoli del tuo cuore che, a loro volta, accolgono… … in Armonia October 29 Rivalsa di cosa?Rivalsa di cosa?
Rivalsa ha come origine etimologica la parola latina (ri)valere: ossia dimostrare in una nuova e diversa occasione le proprie capacità o ancora meglio "far prevalere il proprio valore". È, quindi, usato nel linguaggio comune solo con riferimento ad un DANNO, presunto o reale, quale sinonimo blando e castigato del termine VENDETTA.
Quello che tu chiami rivalsa verso di te è solo un grande amore, un forte desiderio di essere con te ad ogni attimo.
Nella vita Alice vorrebbe starti accanto e quel suo susseguirsi di domande incalzanti, di richiesta dei minimi particolari della tua vita, di come stai, di come ti senti, di cosa vedi dalla finestra, di cosa ti passa per la testa… è perché vorrebbe vedere il mondo con gli occhi tuoi.
Il mondo di Alice non è meraviglioso. Alice non vive nel paese delle meraviglie. E, pur non vivendo nel paese delle meraviglie, non vuole “farsi rivalsa su nessuno”, proprio perché nel suo vocabolario non esiste la parola VENDETTA. Ven_detta… Tremenda ven_detta. Alice sorride: se pensa a tutte le vendette dei suoi anni!
Alice sorride ma, nello stesso tempo, è triste tristissima solo perché tu pensi questo di lei.
Ri_valsa. Tremenda ri_valsa… Alice sorride se pensa a tutte le rivalse dei suoi anni! Alice sorride ma, nello stesso tempo, è triste tristissima solo perché tu pensi questo di lei.
Amore.
Amore. E’ un nome astratto, maschile, singolare. Questo è un nome che esiste da sempre nel vocabolario di Alice. Purtroppo non sempre riesce a dimostrarlo. Non condannarla per questo. Lei lo ha ricevuto raramente… Non lo vuole da te, tranquillo: sa che non glielo puoi dare. Si accontenta delle briciole.
Ihihihihihi! Forse è per questo che è molto dimagrita: “Alice si accontenta delle briciole!”
Ed ora, dopo questi vaneggiamenti, Alice si scalda una tazza di latte, si avvolge nel suo plaid rosso con un buco da un lato (quello bruciato), si stende sul malconcio divano, chiude gli occhi e cerca in tutti i modi di riposare… … con o senza Armonia!
October 28 L'altra
La loro è una storia dolcissima e deliziosa, di teneri sguardi, di sospirate attese, di passeggiate lungo i viali del parco, di spese al supermercato, di giornate dentro i negozi dei centri commerciali, di ritagli dei buoni spesa e di offerte commerciali, di buoni sconto per il superfluo della vita, di attese dal lavoro, di cene insieme, di serate a guardare la televisione (mano nella mano), di pizze da asporto, di vacanze serene… La loro è una vita che dura da una vita, da quando i ricordi del tempo si possono ricordare, da quando è nato il mondo, da quando è nato il loro primo figlio… La loro è una vita senza parole, una vita che scorre perché è così che deve scorrere, una vita che è necessario sia così, una vita che è cucita addosso ancora prima che nascessero, una vita che esige priorità e sorrisi, che esige tutto.
“L’altra aspetta un bambino, il suo terzo bambino. Sa che non riuscirà a portare a termine la gravidanza perché il suo stato di salute non glielo permette. Continua a vedere il pancione crescerle giorno dopo giorno e rimane in attesa. Non sa fino a quando il suo fisico riuscirà a trattenere quella vita che sente muoversi dentro di lei ma che crescendo le lacererà l’utero fino a provocarle una di quelle emorragie mai viste. Lo sa. Non sono fantasie le sue, sa benissimo a cosa andrà incontro. Come sa benissimo che la porta che le è stata chiusa alle spalle non si aprirà nemmeno in punto di morte. E’ rimasta da sola, lei e quella pancia che lievita.”
Lui non è innamorato di lei. Una volta le disse di essere innamorato e di amarla moltissimo. Lui le vuole bene. Lui non permetterà di rovinarle quella vita che è una storia dolcissima e deliziosa, di teneri sguardi, di sospirate attese, di passeggiate lungo i viali del parco, di spese al supermercato, di giornate dentro i negozi dei centri commerciali, di ritagli dei buoni spesa e di offerte commerciali, di buoni sconto per il superfluo della vita, di attese dal lavoro, di cene insieme, di serate a guardare la televisione (mano nella mano), di pizze da asporto, di vacanze serene… Di rovinarle quella vita che dura da una vita, da quando i ricordi del tempo si possono ricordare, da quando è nato il mondo, da quando è nato il loro primo figlio… Di rovinarle quella che è una vita senza parole, una vita che scorre perché è così che deve scorrere, una vita che è necessario sia così, una vita che è cucita addosso ancora prima che nascessero, una vita che esige priorità e sorrisi, che esige tutto.
“L’altra lo ama come mai ha amato nessun altro. Lo ama di un amore puro e non chiede nulla. Ha espresso il suo ultimo desiderio e non è stata esaudita perché ^^lui non è per gli ultimi desideri^^. L’altra sa che non rivedrà mai più le sue creature che ha messo al mondo con fatica. L’altra ripensa a quando le sue creature le sono portate via quando ha confessato di ^^aspettare un altro bambino^^. Questa confessione è stata per lei come premere il grilletto… E va beh… Lei è l’altra… Lei è l’altra che lo ama… Lei è l’altra che non pensava mai di essere quella a precipitare dalla torre… “
L'altra sorride perchè ha avuto, per una volta, i suoi attimi di eterno... ... con o senza Armonia
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